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Sensi Cinema e Audiovisivo

Produzioni documentaristiche

Matar es mi destino

Matar es mi destino
Regia di Giovanni Massa
2009, Italia, 57'', Digital Beta
Documentario, storico
Pronto per l’uscita in sala
Produzione: Nanook , Ferribotte Film
Realizzato con il contributo di Sensi Contemporanei e della Regione Siciliana.
Distribuzione: Ferribotte Film
Soggetto: Giovanni Massa
Sceneggiatura: Giovanni Massa

  • Descrizione

    Matar es mi destino – frase che muove dal titolo spagnolo dell’ultimo film del regista Pino Mercanti - è la storia di una cinematografia scomparsa, quella siciliana del dopoguerra. Una storia che mette insieme ricordi di famiglia e ricerca storica, scavo antropologico nel cinema italiano degli anni ’40, ’50 e ’60 e inchiesta psicologica, con la messa in scena di repertorio e riprese originali, brani di film e interviste, vecchi super8 e cinema digitale e con un andamento per incursioni avanti e indietro nel tempo. Il regista in questione – Pino Mercanti – girò tra gli anni ’30 e il 1970 qualcosa come 22 film e un numero imprecisato di documentari, collaborò alla ricostruzione dell’Italia del dopoguerra partecipando – insieme a tanti altri registi, altrettanto dimenticati – a quell’enorme lavoro di documentazione  e  propaganda che fu la serie di documentari realizzata su iniziativa del Dipartimento Informazione Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri voluto da Alcide De Gasperi e – cosa forse più importante di tutte, contribuì a creare una diffusa sensibilità al cinema di genere, realizzando sia film che oggi definiremmo “d’autore” (Malacarne,  I cavalieri dalle maschere nere, Agguato sul mare, etc.) sia film di “cappa e spada”, d’avventura, western, musicali (negli anni ’60 noti come “musicarelli”). Il suo ultimo film era un gangster movie e si intitolò The Underground (1970) (in Spagna – paese co-produttore – uscì col titolo Matar es mi destino). Ma l’interesse particolare del cineasta e dello storico, relativamente all’opera di Mercanti, risiede anche nell’utopia che animò la sua vita: quella di creare un cinema tutto siciliano, sia per contenuti che per location per produzione e per scrittura, per finanziamenti e per attori, per maestranze e per registi.

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